Pedofilo adesca vittime in chat, tra loro una 14enne faentina

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Pubblicato: marzo 17, 2017 - 1 Commento

17/03/2017 – Adescava giovani vittime tramite giochi e applicazioni online e in seguito si faceva inviare foto e video di chiaro sfondo pedopornografico. E’ ufficialmente indagato un 33enne residente in Campania i cui hard disk, dopo le perquisizioni dei Carabinieri, si sono rivelati pieni di materiale pedopornografico. Le indagini sono partite proprio da Faenza, dove i genitori di una 14enne hanno lanciato l’allarme negli scorsi mesi ravvisando strane reazioni al telefonino da parte della figlia. Una volta sequestrato, il cellulare della ragazzina ha rivelato conversazioni ambigue con un adulto e foto di esplicita natura sessuale che la ragazzina inviava e riceveva online. L’indagine è stata portata avanti per molti mesi ha coinvolto proprio le forze dell’Arma di Faenza, rivelando che non si trattava di un episodio isolato ma di un vero e proprio “metodo” con cui l’uomo riusciva a entrare in contatto con numerose vittime minorenni, tutte molto giovani come la ragazzina faentina. Dai nomi falsi utilizzati dal pedofilo tramite profili online, i Carabinieri sono riusciti a identificare con precisione l’adescatore, residente in Campania e che già in passato si era reso colpevole dello stesso reato e la ragazzina faentina non era la sola giovane caduta nella “rete” del pedofilo, si parla di decine di vittime. Chiuse le indagini preliminari e requisito il materiale, ora l’uomo è iscritto nel registro degli indagati sotto il coordinamento della Procura di Bologna e dovrà rispondere di numerosi reati come “atti sessuali con minorenni” e “detenzione illecita di materiale pedopornografico”.

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  1. Non ci si può meravigliare che esistano pedofili in Internet in maggior numero di quanto ci si potrebbe aspettare. Chi fa le leggi è totalmente imbranato oppure lo fa apposta per creare una giostra. Per chi non lo sapesse la giostra significa “bimbi che girano ed arrivano a nulla per la presenza di giochi di guerra”. Dunque spero non si tratti del secondo caso. Il governo stesso fa delle leggi per farci pagare il canone della RAI ma non ci sono leggi per pagare tasse per uso di Internet. I cittadini non fanno danno guardando la televisione ma fanno danno usando la rete internet. Mentre il governo dice di combattere il crimine in rete, il governo stesso paga le tasse per i pedofili quando finanzia milioni di euro per la sicurezza della rete. Ma in effetti si dovrebbe pagare una tassa per usare la rete oltre il limite necessario e dunque pochi mega al giorno. L’internet è anche pieno di porno e prostituzione per cui il governo sta pagando le tasse per le prostitute. Abbiamo inoltre un Papa che è un Papa wireless. Un Papa pelle di banana che fa finta che il problema non esista come tutti i pelle di banana che ora sono persino al Grande Fratello. Mizziga che fratello!

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